Chatbot e salute mentale giovanile: uno spazio sicuro dove trovare conforto in qualsiasi momento

Il crescente utilizzo degli strumenti digitali nella vita quotidiana dei/delle giovani ha aperto nuove opportunità per promuovere il loro benessere mentale. Tra questi strumenti, i chatbot, come quello sviluppato nell’ambito del progetto SAFEBOT, offrono una risorsa promettente, accessibile e complementare per il benessere emotivo.

Uno dei principali vantaggi dei chatbot è l’accessibilità. Gli/le adolescenti possono rivolgersi a loro in qualsiasi momento, integrando le fonti di supporto esistenti con un accesso immediato a consigli e informazioni. Ciò è particolarmente importante, dato che molti e molte giovani esitano a chiedere aiuto a causa dello stigma, dell’imbarazzo o della paura di essere giudicati. Un chatbot offre uno spazio sicuro e anonimo in cui gli/le utenti possono esprimere liberamente i loro pensieri, cosa che può rappresentare un primo passo fondamentale verso la ricerca di ulteriore supporto.

Un altro punto di forza è l’immediatezza e la continuità. I chatbot possono offrire risposte immediate, strategie di coping e una guida nei momenti di disagio. Possono inoltre rafforzare le competenze emotive come l’autoconsapevolezza, la gestione delle emozioni e i percorsi di ricerca di aiuto, allineandosi bene con gli approcci di apprendimento socio-emotivo nel campo dell’istruzione.

Tuttavia, è importante riconoscere alcuni loro limiti. I chatbot non possono sostituire l’assistenza professionale in materia di salute mentale, in particolare nei casi che comportano un grave disagio psicologico. Le loro risposte si basano su algoritmi programmati e potrebbero mancare di profondità, empatia o comprensione contestuale proprie di un professionista qualificato. Inoltre, esiste il rischio che gli/le utenti possano affidarsi esclusivamente al chatbot invece di cercare un aiuto umano quando necessario.

Ecco perché l’approccio più efficace consiste nel considerare i chatbot come strumenti complementari all’interno di un sistema di supporto più ampio. Quando sono integrati in un approccio globale a livello scolastico, possono fungere da ponte, incoraggiando gli/le adolescenti a riflettere sulle loro emozioni, ad accedere a informazioni affidabili e a sentirsi in grado di chiedere aiuto ad adulti di fiducia o a professionisti (OMS, 2021).

Una caratteristica importante del chatbot SAFEBOT è che è stato progettato specificamente tenendo in considerazione la sicurezza e l’affidabilità per gli/le utenti. A differenza di molti strumenti di intelligenza artificiale generici, SAFEBOT si basa su contenuti educativi e relativi alla salute mentale che sono stati accuratamente sviluppati, revisionati e convalidati da un consorzio internazionale di esperti nei settori dell’istruzione, della psicologia, della pedagogia giovanile e dell’apprendimento digitale. Ciò garantisce che le informazioni fornite siano affidabili, adeguate all’età e in linea con l’impegno del progetto a promuovere il benessere emotivo dei/delle giovani in modo sicuro e responsabile.

In conclusione, sebbene i chatbot non rappresentino una soluzione a sé stante, costituiscono una risorsa innovativa e preziosa per migliorare il benessere emotivo degli/delle adolescenti, soprattutto se progettati in modo etico, sicuro e integrato con reti di supporto umane. L’approccio del progetto SAFEBOT combina l’accessibilità degli strumenti digitali con contenuti convalidati da esperti, creando un ambiente di supporto in cui i/le giovani possano imparare, riflettere e sviluppare le loro competenze emotive con sicurezza.

Riferimenti

Bisquerra, R. (2018). Educación emocional y bienestar (“Educazione emotiva e benessere”). Praxis.

Fitzpatrick, K. K., Darcy, A., & Vierhile, M. (2017). Delivering cognitive behavior therapy to young adults with symptoms of depression and anxiety using a fully automated conversational agent (Woebot) (“Somministrazione della terapia cognitivo-comportamentale a giovani adulti con sintomi di depressione e ansia tramite un agente conversazionale completamente automatizzato (Woebot)”). JMIR Mental Health, 4(2), e19.

WHO. (2021). Guidelines on mental health promotive and preventive interventions for adolescents (“Linee guida sugli interventi di promozione e prevenzione della salute mentale per gli adolescenti”). WHO.

Vaidyam, A. N., Wisniewski, H., Halamka, J. D., Kashavan, M. S., & Torous, J. B. (2019). Chatbots and conversational agents in mental health: A review of the psychiatric landscape (“Chatbot e agenti conversazionali nella salute mentale: una rassegna del panorama psichiatrico”). Canadian Journal of Psychiatry, 64(7), 456-464.

UNICEF. (2021). The State of the World’s Children 2021: On My Mind – Promoting, protecting and caring for children’s mental health (“La situazione dei bambini nel mondo 2021: La mia mente – Promuovere, proteggere e prendersi cura della salute mentale dei bambini”). UNICEF.

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