Gli smartphone sono ormai parte integrante della vita quotidiana dei e delle giovani, offrendo opportunità di comunicazione, apprendimento e accesso alle informazioni. Tuttavia, la loro presenza costante nelle scuole ha sollevato anche preoccupazioni riguardo alla concentrazione, al benessere emotivo e alla qualità delle interazioni sociali tra studenti e studentesse.
In tutta Europa, le scuole stanno esplorando diverse strategie per creare ambienti digitali più sani. Questi approcci spaziano dall’educazione digitale ad accordi con le famiglie fino a soluzioni pratiche che riducano le distrazioni durante il tempo dedicato all’apprendimento.
Un esempio arriva dal Colegio Ferroviario di Córdoba, in Spagna, dove sono stati introdotti armadietti per cellulari come parte di uno sforzo più ampio volto a promuovere il benessere di studenti e studentesse e favorire una loro maggiore attenzione durante le lezioni.
Nel caso del Colegio Ferroviario, la direzione scolastica ha installato armadietti specifici per tutti e quattro gli anni della Scuola Secondaria Obbligatoria (ESO). La misura prevede che studenti e studentesse ripongano i propri cellulari negli armadietti in aula all’inizio della giornata scolastica, con i dispositivi custoditi in sicurezza fino alla loro restituzione a fine lezioni. Secondo la direzione scolastica, questa misura ha contribuito a migliorare i livelli di attenzione durante le lezioni e a ridurre le interruzioni ingiustificate. Anche gli stessi studenti e studentesse hanno riconosciuto l’impatto positivo dell’iniziativa, sottolineando miglioramenti nel clima scolastico e benefici nella riduzione dell’uso del cellulare durante le lezioni.
Il sostegno delle famiglie è stato un fattore chiave nell’attuazione di questo approccio, che resta volontario ma è stato largamente accettato dalla comunità scolastica. Per l’Associazione dei Genitori (PTA) del Colegio Ferroviario, la gestione del tempo davanti agli schermi è una delle principali preoccupazioni delle famiglie, che hanno espresso il loro sostegno a misure che promuovono abitudini digitali più sane tra studenti e studentesse.
Per rafforzare questa politica, il PTA della scuola ha collaborato con personale esperto per offrire una formazione tecnica sui rischi e sulla prevenzione. Questi workshop sono rivolti alle famiglie e si concentrano sulla gestione del benessere digitale nell’infanzia e nell’adolescenza. Le formazioni mirano a garantire che le restrizioni applicate in classe siano sostenute da un’educazione coerente a casa, affrontando l’impatto della tecnologia sullo sviluppo neurologico dei e delle minori.
L’uso degli armadietti di sicurezza è stato inoltre collegato a effetti positivi sulla salute mentale e sul clima scolastico nelle scuole di Córdoba. Le osservazioni iniziali suggeriscono una riduzione dell’ansia sociale e dell’impulso a controllare costantemente i social media, favorendo al contempo interazioni più dirette tra studenti e studentesse.
Queste osservazioni trovano un solido riscontro nei recenti studi europei. Ad esempio, l’ampio studio norvegese di Abrahamsson (2024) ha dimostrato che limitare l’uso degli smartphone nelle scuole secondarie ha portato gli e le adolescenti, in particolare le ragazze, a mostrare una minore necessità di consulti per sintomi psicologici. Allo stesso modo, sia in Norvegia sia nelle ricerche sulle politiche regionali in Spagna (Beneito e Vicente-Chirivella, 2022), l’assenza di dispositivi ha ridotto in modo significativo l’incidenza del bullismo.
Internamente, si è registrata anche una notevole diminuzione delle visite ripetute ai bagni, spesso utilizzate come scusa per accedere di nascosto al telefono durante le lezioni.
Questa ondata di razionalizzazione si sta diffondendo in tutta la provincia, dove diverse scuole cooperative e statali stanno valutando la fattibilità tecnica di queste misure. Le scuole che le hanno già adottate testimoniano un recupero degli spazi sociali durante gli intervalli, favorendo il contatto interpersonale diretto piuttosto che quello mediato dallo schermo. Questo approccio si sta configurando come una soluzione logistica per bilanciare la sicurezza di studenti e studentesse fuori dalla scuola con il rigore accademico al suo interno.
In seguito ai risultati ottenuti nella Secondaria, il Colegio Ferroviario sta valutando di estendere l’uso degli armadietti anche alla Scuola Primaria. Questo per rispondere all’abbassamento dell’età in cui bambini e bambine ricevono il loro primo smartphone, collocando la prevenzione nelle fasi preadolescenziali. L’obiettivo è consolidare abitudini di disconnessione digitale in modo precoce e supervisionato, prima che passino a livelli educativi superiori.
Il Colegio Ferroviario è gestito dalla Cooperativa Alhucema, composta da professionisti e professioniste dell’educazione che applicano modelli di gestione autonoma nelle proprie strutture. L’istituzione integra programmi di salute e benessere digitale come parte fondamentale del proprio progetto pedagogico e organizzativo. La cooperativa prevede di monitorare gli indicatori di rendimento scolastico per valutare l’impatto a lungo termine di queste misure di controllo tecnologico su studenti e studentesse. La ricerca anticipa un impatto positivo: lo studio pionieristico di Beland e Murphy (2016) nel Regno Unito ha dimostrato che il divieto dei cellulari non solo migliora i voti, ma contribuisce anche a colmare il divario nel rendimento scolastico, andando quasi esclusivamente a beneficio di studenti e studentesse con risultati più bassi.
Nel contesto spagnolo, la ricerca collega questo tipo di regolamentazione a un progresso equivalente a quasi un intero anno accademico in materie come matematica e scienze. Anche gli studi che hanno riscontrato un effetto neutro sui voti, come il caso svedese di Kessel, Hardardottir e Tyrefors (2020), avvertono che l’efficacia dipende dal rigoroso rispetto delle regole, confermando l’utilità di meccanismi fisici come gli armadietti rispetto a divieti teorici difficili da far rispettare.
Riferimenti
Abrahamsson, S. (2024). Smartphone Bans, Student Outcomes and Mental Health. https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=4735240&__cf_chl_f_tk=7VRrazVu6HspWARqKJMu0EWWVuKNs7g2AWFRGjhgsmo-1783353848-1.0.1.1-n2Eg9.rxzUFlKbHBYomm95cDoT15NmTih321kueNFgQ
Beland, L.-P., & Murphy, R. (2016). Ill Communication: Technology, Distraction & Student Performance. Centre for Economic Performance, London School of Economics. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0927537116300136
Beneito, P., & Vicente-Chirivella, Ó. (2022). Banning Mobile Phones in Schools: Evidence from Regional Policies in Spain. https://www.emerald.com/aea/article/30/90/153/59588/Banning-mobile-phones-in-schools-evidence-from
Kessel, D., Hardardottir, H. L., & Tyrefors, B. (2020). The Impact of Banning Mobile Phones in Swedish Secondary Schools. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0272775719303966
